Atac, Roma come fa senza i suoi dipendenti?

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L’Atac esercita tagli e riduzioni di stipendi. E come al solito a pagarne le conseguenze sono i semplici cittadini. Lunedì, 31 ottobre, in via Prenestina, hanno protestato i dipendenti Atac immobilizzando tutta la zona Prenestina-Porta Maggiore. “Se non tornano indietro sull’abrogazione del contratto aziendale, bloccheremo la città” è la frase pronunciata da un lavoratore davanti al sit-in di protesta della sede dell’azienda, proprio in via Prenestina.
Un’altra manifestazione spontanea è avvenuta proprio il 2 novembre, stavolta in piazza del Campidoglio e un dipendente dice: “Siamo indign-atac perché non ci pagano gli straordinari, perché ci tagliano i stipendi e ci aumentano le ore di lavoro!”.
I lavoratori tra autisti, controllori, addetti alle biglietteria, operai e macchinisti, si opporrebbero all’abolizione di alcune voci del contratto integrativo con conseguente riduzione di stipendio. E così si è paralizzato il trasposto urbano, portando rallentamenti nell’intera città.
I sindacati temono una riduzione di 350-400 euro al mese, un aumento di ore lavorative da 36 a 39 e denunciano turni troppo faticosi e stressanti in un traffico metropolitano come quello della Capitale. Non sarebbe, infatti, possibile godere a pieno delle ferie per via della carenza del personale . Gli impiegati non hanno la minima intenzione di pagare loro la crisi di bilancio Atac, e come incalza Alessandro Onorato, capogruppo dell’Udc in consiglio comunale: “Prima di arrivare a colpire autisti, macchinisti e meccanici, bisogna tagliare gli sprechi conclamati e soprattutto allontanare i partiti dalla gestione dell’azienda”. Dello stesso parere è il segretario romano del Pd, Marco Miccoli: “è ingiusto che i lavoratori paghino lo scandalo Parentopoli, che ha scassato le  casse dell’azienda,  facendo assumere a tempo indeterminato centinaia di amici degli amici”. Il consigliere comunale del Pdl, Giovanni Quarzo ribatte: “l’opposizione dovrebbe evitare di prendere posizioni che davvero non stanno né in cielo né in terra”.
L’intervento risolutivo dopo le proteste, è arrivato direttamente dal Sindaco Gianni Alemanno e dall’assessore alla mobilità Antonello Aurigemma, i quali hanno chiesto all’amministratore delegato Atac, Carlo Tosti, di non modificare i trattamenti esistenti col fine di arrivare ad un sereno confronto fra le parti che avrà luogo la prossima settimana. Il Sindaco aggiunge: “Tutti, Amministrazione capitolina in testa, devono fare la propria parte affinché l’azienda del trasporto pubblico della nostra città riesca a risolvere gli attuali problemi e si rilanci”.
L’azienda stessa, il giorno seguente rettifica le proprie disposizioni. L’aumento di ore è relativo al personale amministrativo e di manutenzione, con l’esclusione di macchinisti, autisti, personale delle biglietterie e ispettori. Quest’ultimi, si assicura, non riceveranno alcuna riduzione. E col fine di evitare strumentalizzazioni, l’Atac si dichiara aperta a qualsiasi dialogo.
Domani, 3 novembre ci sarà il presidio nazionale dei delegati dei trasporti in piazza Cola di Rienzo ed è previsto uno sciopero nazionale il prossimo 7 novembre contro l’aumento dei prezzi dei biglietti.

Sara Stefanini

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