L’altra faccia del “Lumaco”. Intervista a Guido Guglielminetti

guido-guglielminetti1-600x350Guido Guglielminetti, bassista, compositore, arrangiatore e produttore discografico, ha lavorato con molti dei più grandi nomi della musica leggera, tra i quali Lucio Battisti, Ivano Fossati, Umberto Tozzi, Mia Martini, Luigi Grechi e Giovanna Marini. Ha composto la musica di molte hit di successo, interpretate da Anna Oxa, Mina e Loredana Bertè. Vanta una lunga collaborazione artistica con l’amico Francesco De Gregori ed è considerato una specie di guru silenzioso della produzione discografia italiana.

Hai da poco pubblicato un libro autobiografico dal titolo “Essere … basso. Piccole storie di musica” (L’Argolibro 2017). Toglimi una curiosità … cos’è il “Lumaco”?

Guglielminetti. Il “Lumaco” è semplicemente un personaggio di fantasia che nasce da un mio vecchio disegno. Un ragazzo che frequentò il mio corso, un po’ di tempo fa, lo notò abbandonato sulla mia scrivania. Essendo lui un designer pubblicitario lo notò subito e mi suggerì di dargli vita, cosicché creai una pagina, “Il Lumaco” e ne descrissi le caratteristiche, che sono tutt’ora in fase di ricerca. Alcuni dicono che mi assomigli caratterialmente, ma non è vero.

Essere “basso” dunque. Tu, oltre che compositore e paroliere, sei soprattutto un bassista. Un po’ come fece Patrick Suskind con il contrabbasso, ci sai dire che rapporto hai col tuo strumento?

Guglielminetti. Come tutte le persone che hanno una grande passione, anch’io ho un rapporto fisico con il mio strumento di lavoro, imbracciarlo mi dà benessere, anche se a volte lo spaccherei, soprattutto quando non riesco a fare quello che ho in mente, allora studio fino a farmi sanguinare le dita e perdendo la cognizione del tempo. Alla fine ci riesco e lo amo di nuovo.

Ogni brano di successo è come un figlio amato, ogni collaborazione è come una piccola storia d’amore indelebile … ma ci sapresti indicare i tre momenti più importanti della sua carriera musicale? Ovvero i momenti di cui vai più fiero?

Guglielminetti. Beh, aver scritto una canzone come “Un’emozione da poco” con il testo di Ivano Fossati e interpretata da Anna Oxa (seconda al Festival di Sanremo nel 1978) è sicuramente una cosa di cui vado molto fiero, ma aver dato due brani a Francesco De Gregori mi inorgoglisce ancora di più, vista la caratura artistica del personaggio. I brani in questione sono: “Quando e qui” e “SpadVIIs2489” entrambi contenuti nell’album “Amore nel pomeriggio”. Per chiudere in bellezza, la mia canzone “La nave” fu incisa e interpretata da Mina.

Da produttore, com’è cambiata l’approccio dei media verso i giovani. Cosa consigli principalmente a un giovane cantante o musicista di talento?

Guglielminetti. Le cose sono cambiate molto e non per forza in peggio. Le case discografiche, per come le conoscevo io, non esistono più, i talenti non vengono più seguiti e aiutati a crescere, se non funzionano subito al primo disco si passa ad un altro artista. Di buono però c’è che oggi fare un disco non ha più costi proibitivi, quindi i giovani possono autoprodursi, col vantaggio inoltre di poter fare la propria musica senza dover sottostare a presunte regole di mercato e usare i canali on-line per diffonderla.

De Andrè, Bubola, Lolli, Jannacci, Dalla, De Gregori … dopo questi autori c’è una frattura tra la vecchia tradizione dei “cantautori” e tutto il resto. Oltre ai contenuti, che purtroppo lasciano spazio alla mera apparenza, cosa serve ora per far presa sui giovani? Cosa fa vendere dischi?

Guglielminetti. Vendere dischi è indubbiamente difficile, perché la musica è disponibile ovunque. Io ritengo che il talento e l’onestà creativa però aiutino a farsi conoscere, a portare in giro la propria musica e a vendere i propri dischi ai concerti.

Credi che uno come Calcutta possa essere chiamato “cantautore”? Perchè ha successo secondo te tra i giovani?

Guglielminetti. Io considero “Cantautore” un musicista che scrive e interpreta le proprie canzoni, quindi direi che Calcutta in questo senso lo è. Se ha successo evidentemente è perché piace, ma questo non deve scoraggiare altri artisti che magari fanno cose diverse e soprattutto non li deve spingere ad emularlo, perchè spesso è l’unicità la chiave del successo.

Cosa pensi realmente dei giovani usciti da “Amici di Maria De Filippi” o da “X Factor”?

Guglielminetti. Mi fanno tenerezza, perché vengono spinti a pensare di essere arrivati da qualche parte, mentre nella maggior parte dei casi devono ancora incominciare il loro percorso artistico e di solito, finita la festa, si ritrovano con in mano un pugno di mosche.

I tuoi sogni nel cassetto vanno di pari passo con la colonna sonora della tua vita? Ci sai dare una “top 5” di pezzi per te imprescindibili?

Guglielminetti. I miei sogni finora sono stati esauditi e sto lavorando ai prossimi. Le mie top sono tante e tutte molto diverse fra loro, per dirne 5 dovrei escluderne 200 e sarebbe troppo laborioso.

Perdonaci questa domanda, ma la pongo a nome di molti fan: De Gregori è così imperscrutabile perché vuole imitare Bob Dylan?

Guglielminetti. Assolutamente no. De Gregori è semplicemente una persona di indole riservata e anche un po’ timido; la sua ammirazione per Bob Dylan è solo di carattere musicale.

(Ignazio Gori)

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