L’Aquila “intatta” di Google Maps

I brividi. Adesso mi vengono i brividi. Ho scoperto che su Google Maps si può vedere L’Aquila ancora “intatta”, quando c’era gente, quando niente era andato distrutto, quando la città era viva! E rabbrividisco nel NON riconoscere alcune vie della zona rossa ormai transennate, impalcate. Rabbrividisco nel vedere quel condominio dove senza rispetto sono entrata nelle case squarciate dal terremoto. Rabbrividisco nel visitare virtualmente una città che ora non c’è più.

E la casa dello studente, su google maps, mozza il fiato.

Di primo impatto non si riconosce. E gli alberi, ora non ci sono. Senza verde, appare come la città dei fantasmi. Non ci sono più semafori, non ci sono più secchi della spazzatura, non c’è più niente di quei banali aspetti tipici di una città dei quali neanche ci si fa particolarmente caso. Neanche quelli.

E via Roma. Storica sede dell’Università dell’Aquila. Non ci sono più quelle bandiere che svolazzano sopra il portone, non c’è più il bar Roma dove gli studenti facevano colazione, non ci sono più le macchine parcheggiate.

E così, per chi come me, non era stato mai a L’Aquila, prima del tragico terremoto, è possibile rivisitare la città com’era. Non sono molte le immagini che la ritraggono sul Web. Google, nostalgico, dà la possibilità di fare un salto nel passato.

Sara Stefanini

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