“Odore di bimbo, la storia di Chiara” di Giovanna Albi

Albi_odore_di_bimbo«Lei non lo conosceva, lo guardava da lontano; entrava lentamente nella sua vita come un sogno apollineo, un amore lento e profondo, un gusto di  Plasmon, un odore di bambino piccolo»

Chiara si culla in un amore che la riporta al Plasmon, al profumo di bambino piccolo, al borotalco. Alla scoperta di se stessa, Chiara ripercorre la sua infanzia, ama Federico, l’uomo che odora di bimbo, perché è lui l’unica chiave per arrivare a analizzare l’infanzia della protagonista e con essa la sua esistenza. ASCOLTA IL KALEIDOAUDIO

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Non è un libro che sprizza vita da tutti i pori ma sicuramente la analizza sotto un diverso punto di vista, quello della depressione, o meglio, di disagio a vivere nel quotidiano. Chiara da sempre donna forte e sicura di sé, portava avanti brillantemente la sua carriera da avvocato, ma è stata ‘smontata’ dalla psicanalisi che le ha abbassato le difese dell’Io. Così periodicamente, specie in autunno e in primavera, la depressione avanza e le fa ripercorrere tutti i pezzi del puzzle del passato. Ma non è finita qui. Chiara subisce le conseguenze del suo eccesso di fantasia e con essa è stata in grado di crearsi il suo mondo per evadere dalla realtà. Un romanzo di formazione, così lo definisce la scrittrice del libro che spiega come «quel libro che ti lascia come ti trovò non è un libro, quello che ti muove nelle viscere e ti mette in gioco è un libro, come maestro platonico è quello che ti fa partorire la tua verità che tende per definizione a nascondersi».

Attraverso la vita quotidiana di Chiara, l’autrice dipinge la società e delinea i tratti delle varie tipologie di persone che esistono: dall’uomo Don Abbondio all’uomo cinico, dalla donna virago alla donna che va dallo psicanalista. E in realtà, quello che sembra, più che un libro di formazione è un libro che psicanalizza, come fosse un analista, pagina dopo pagina le turbe mentali di Chiara.

Giovanna Albi, al terzo romanzo dopo  “Splenderò nell’ombra” del 2010 e “L’avventura di Santiago” del 2011, interviene come autrice nel libro e dà lei stessa le istruzioni per comprenderlo. Infatti, si sa come inizia ma non si sa come finisce, lascia la storia a metà per far vivere nell’eternità il suo personaggio, Chiara. Questo perché la scrittrice si è talmente affezionata alla sua creatura da non volerla abbandonare né risolvere.

«Impossibile quindi sciogliere le curiosità del lettore – scrive Giovanna Albi nelle ultime pagine del suo libro – sarebbe come sciogliere le problematiche della vita, che per definizione non si lascia interpretare, ma vivere, conservando quel quid di mistero per cui vale la pena di viverla».

Sara Stefanini

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