Rubrica del calcio del lunedì
La serie A vista da Marco Stiletti

Volata a tre. Con la sconfitta della Lazio ora il campionato sembra prendere una sua fisionomia. Apparentemente è una corsa a tre. Tra Juventus e Inter c’è il Napoli, capace di vincere malgrado l’assenza di Cavani, ma grazie anche a un rigore negato al Chievo nel finale, sempre un gradino sopra i nerazzurri, ora i terzi da soli. Se l’imbattibilità dei campioni d’Italia ormai non fa più notizia, i numeri di Zanetti e compagni incominciano a fare paura. Tredici punti più dell’anno scorso, sette vittorie consecutive, 8 su 8 in trasferta, con la ciliegina del 3-1 a Bologna arricchito da nuovi goleador, Ranocchia e Cambiasso, che portano a 9 i marcatori nerazzurri. E adesso l’Inter sogna di continuare a vincere lontano da San Siro, con un’autentica prova del 9 a Torino: per eguagliare il record assoluto di 9 successi esterni consecutivi di sei anni fa con Mancini e soprattutto per fermare il volo della capolista.

Risalgono i viola. Dietro le tre di testa e la Lazio (quarta) c’è la Fiorentina. A battere la Lazio sono le due spalle di Jo-Jo: comincia Ljajic al 46′ del primo tempo con una fantastica conclusione dal limite dell’area e chiude Toni, entrato proprio al posto del giovane serbo, con una girata da vecchio lupo dell’area di rigore. Insomma, non si vive di solo Jovetic. Toni, invece, per la gioia di Andrea Della Valle che ha voluto riportarlo a Firenze, può diventare l’Altafini della Fiorentina. E con la sua saggezza può aiutare Jovetic a diventare un campione da Pallone d’Oro e Ljajic l’uomo del futuro.

Ennesima impresa dell’Udinese. Dopo Anfield un’altra impresona per gli uomini di Guidolin. Se in Inghilterra contro il Liverpool era un botta e risposta, a Roma è una rimonta bella e buona. Sotto di due reti e messa al tappeto dalla velocità della Roma, l’Udinese è stata attenta e ordinata nell’aspettare il calo degli avversari. La fortuna aiuta gli audaci e poi per la vittoria finale questa si è vista nella persona di Di Natale, bravissimo a siglare di cucchiaio il gol della vittoria.

Le cadute delle romane. Parole soft, quelle del signor Petkovic, ma toni duri. La Lazio si ribella all’arbitraggio di Bergonzi, reo secondo i biancocelesti di aver condizionato pesantemente la partita. Non c’è proprio feeling tra quest’arbitro e la Lazio. Ultima volta era stata a Udine dove c’era stato un fischio misterioso e poi scene da far-west. Fatto sta l’incubo di Bergonzi, la squadra di Petko si è lasciata andare dopo il gol regoalre annullato a Mauri. L’espulsione di Ledesma e Hernanes l’hanno indebolita ed ecco partorita la terza sconfitta della stagione. Per la Roma invece, solo l’episodio del rigore può contestare all’arbitro Massa perchè la rimonta dell’Udinese per i giallorossi ha sapore di uno sberleffo. Roma, pazza, scombinata e autolesionista, come il suo profeta Zeman che farebbe bene a smettere di occuparsi di Juventus e a pensare di più a gestire match e risultati.

Marco Stiletti

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