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Roma e i rifiuti, Pecoraro rende ufficiali le discariche provvisorie

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Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma e commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta dichiara: “Se ci saranno opposizioni, Roma entrerà in emergenza come Napoli”. Il suo intento è quello di preordinare un decreto di occupazione e urgenza dei luoghi Corcolle San Vittorino e Riano Quadro Alto. In tal caso ci saranno procedure accelerate e gare di appalto europee il più trasparenti possibili.
È quanto ha affermato il 25 ottobre all’audizione delle ore 12.00 della Commissione Ambiente del Consiglio regionale Lazio. Sono state, quindi, individuate le discariche provvisorie di 36 mesi dove giaceranno i rifiuti di Roma, Ciampino, Fiumicino e Città del Vaticano. I siti saranno utilizzati provvisoriamente in attesa della costruzione dell’impianto definitivo di Pizzo del Prete, nel territorio di Fiumicino, entro tre anni. I finanziamenti sono di 2 milioni di euro dalla Regione.
Le opposizioni, l’ex prefetto di Benevento, le accetta solo se sono costruttive. In caso contrario, gli ostacoli porterebbero solo ad uno stato di confusione emergenziale. Sottolinea più volte che si è preso una responsabilità in quanto funzionario dello Stato e di conseguenza non vuole che la situazione degradi. I due siti provvisori alla discarica di Malagrotta sono stati scelti perché immediatamente utilizzabili e già escavati.
Daniela Valentini, consigliera regionale del PD e vicepresidente della Commissione Ambiente e Cooperazione tra i popoli, si dice preoccupata. Roma è già in stato di emergenza se non c’è trasparenza e condivisione delle scelte. Invece sono già stati scelti i luoghi delle “megadiscariche” senza praticare la raccolta differenziata imposta dalle leggi europee. Ci sarebbero poi, secondo la Valentini, dei disappunti per Riano sia perché si tratta di un terreno privato di Cerroni, sia per via dell’eventuale inquinamento delle falde acquifere del Tevere con successivo danno a Roma. Rincalza la tesi appena descritta, il consigliere regionale del PD Carlo Lucherini, dichiarando l’impossibilità di scaricare rifiuti di 3 milioni di abitanti in un paese di 10 mila. Si tratta di una scelta politica e non di una scelta ponderata.
I cittadini di Riano si oppongono con determinazione alla costruzione di Malagrotta 2, rincuorati dalla stessa regione che nel 2009 considerò non idoneo quel territorio. Giuseppe Pecoraro motiva le sue decisioni e declina l’offerta degli altri 7 spazi indicati dalla regione. Monte dell’Ortaccio è altamente inquinato ed è vicinissimo a Malagrotta. Pizzo del Prete non è escavato e Castel Romano è fortemente urbanizzato, 852 abitanti (dati ISTAT 2011). Pian dell’Olmo, troppo piccolo e Osteriaccia a Fiumicino troppo limitrofo all’autostrada e all’ospedale pediatrico. Pecoraro ha rivelato anche di aver chiesto siti alternativi da Comune e Provincia di Roma, ma di non aver ricevuto indicazioni.
In ultima istanza, nell’audizione è stata proposta la costruzione di un quinto impianto di trattamento meccanico biologico (TBM) per il non conferimento in discarica del rifiuto non trattato. La capacità attuale degli impianti lascia fuori circa 5 mila tonnellate al giorno prodotte da Roma. C’è chi, come Rocco Berardo della Lista Bonino Pannella, teme che questi rifiuti finiscano nei siti provvisori.

Sara Stefanini