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Storico Napolitano bis: più tempo per i partiti infranti
Rodotà: simbolo di libertà. Ora governo di scopo

napolitano-bisL’EDITORIALE DI DIEGO CIMARA. Ha detto sì. Dopo una mattinata di trattative e appelli dei partiti che gli hanno chiesto la  disponibilità a essere rieletto, ecco il Giorgio Napolitano bis che serve per rimanere aggrappati  alla sella di un cavallo imbizzarrito che scalcia da tutte le parti e che, presto o tardi, li costringerà a terra, rovinosamente. Se questa soluzione  dovesse trovare conferma, è verosimile che si spalancherebbero le porte per la formazione di un governo del Presidente, magari  guidato da Amato, con viceministri esponenti del Pd e del Pdl. Vogliono guadagnare tempo per ricomporre dei partiti dissolti, polverizzati, ormai tenuti insieme solo dalla sete di potere  finalizzata al mantenimento dello status quo, a vantaggio di pochi, e a scapito della collettività.  Decisivo l’incontro con i presidenti delle Regioni che gli hanno rivolto un accorato appello in nome della coesione nazionale. Napolitano sancisce definitivamente la fine della nostra democrazia così come l’abbiamo conosciuta dal dopoguerra fino ad oggi. Continua a leggere

François Hollande ha vinto: «Le sfide che ci attendono sono molte»

La Francia svolta a sinistra e Nicolas Sarkozy ammette la sconfitta anche se non se l’aspettava. Il socialista Hollande ha ottenuto il 52% dei voti ed è diventato il settimo Presidente della Repubblica francese. Ha vinto il cambiamento, parola chiave nel programma politico del neo Premier. Non è mai stato Primo Ministro, non è mai stato all’esecutivo e non ha mai avuto incarichi di prim’ordine. Ma ha convinto ed è piaciuto.

«Nessuno sarà discriminato. Troppi tagli troppe rotture hanno diviso i concittadini ora è finito. Le sfide che ci attendono sono molte per far uscire il paese dalla crisi» è quanto emerge dal primo discorso tenuto da Hollande dopo le 21 sul palco di Tulle. In rue de Solferino, la sede del partito, la festa è cominciata, nelle piazze parigine è festa con canti e balli. Si sventolano bandiere francesi, bandiere socialiste e anche europee. Pier Luigi Bersani, il leader del Pd, ha chiamato personalmente Hollande e auspica un riavvicinamento tra Francia e Italia. Sarkò lascia e si ritira dal partito, non guiderà l’Ump per le legislative di giugno.

«Oggi stesso chiedo di essere giudicato sulla base di due impegni: l’equità e i giovani. Ogni mia scelta, ogni mia decisione, sarà fatta sue questi due criteri: è una scelta giusta, è per i giovani? E quando alla fine del mandato guarderà ciò che avrò fatto per il Paese, mi farò la stessa domanda: ho portato avanti la causa dell’eguaglianza, e ho portato i giovani a occupare un ruolo nella Repubblica?», parla chiaro Hollande e punta sui giovani. E intanto, Sarkozy ritorna «il francese tra i francesi».

Sara Stefanini