Turchia in fiamme, la protesta continua
La Macedonia sostiene Erdogan “leader per la democrazia e progresso”

l43-istanbul-taksim-turchia-130602133145_mediumISTANBUL. In una Turchia in fiamme, 4 sono i morti, 2 mila i feriti e 4 accecati dai gas. Ecco il bilancio provvisorio dell’Associazione dei medici turchi sugli scontri di questi ultimi giorni. L’occupazione del parco per i manifestanti continua. E ieri, agenti in divisa e in borghese, in assetto anti-sommossa hanno rimosso le barricate e si sono fatti strada con i gas lacrimogeni e i cannoni ad acqua per sgombrare piazza Taksim ed entrare nel parco Gezi, dove sono accampati i manifestanti. E intanto in quel di Skopje, a Macedonia, c’è chi ha organizzato una manifestazione a favore del premier Erdogan: minoranze turche e non solo, anche albanesi e bosniaci. Sui cartelloni è definito ‘leader per la democrazia, i diritti umani e il progresso economico’.

In Turchia “non ci sarà più tolleranza” per le proteste antigovernative: ad annunciarlo in un discorso in Parlamento trasmesso in diretta tv è stato Recep Tayyip Erdogan. Un’irruzione a sorpresa, tenuto conto che Erdogan aveva appena accettato di incontrare i leader della protesta. Ne è seguita una battaglia con lancio di bottiglie molotov e sassi che ha fatto registrare centinaia di feriti, 169812876_8Smalldecine dei quali sono molto gravi a causa di candelotti e proiettili di gomma sparati ad altezza d’uomo. Gli agenti hanno negato di voler sgombrare i manifestanti dal parco e hanno sostenuto che il loro obiettivo era solo rimuovere foto e oggetti attaccati sulla statua di Ataturk e sui muri del Centro culturale Ataturk, anch’esso occupato. “Questo episodio è finito, non mostreremo più tolleranza”, ha avvertito Erdogan parlando ai deputati del suo Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp). “Se questa la chiamate durezza mi dispiace, ma Tayyp Erdogan non cambierà”.

E’ grave che siano stati arrestati una cinquantina di avvocati-attivisti che sostengono i dimostranti. Il premier ha confermato che sono 4 le persone morte
nelle proteste iniziate il 30 maggio,3 manifestanti e un poliziotto. “Mi dispiace che la gente dica che sto agendo con troppa forza, ma questo e’ il ruolo di un premier nel suo Paese”, ha affermato. “Il 95% dei manifestanti di piazza Taksim”, ha incalzato, “non conosceva neanche la piazza prima delle proteste”.

Tayyip-ErdoganPer Erdogan “c’è un tentativo di distruggere l’economia e il mercato azionario” della Turchia, complici i media internazionali e la Rete, e le proteste a piazza Taksim e nel parco Gezi “sono state pianificate sistematicamente per coprire altre azioni, con il pretesto del parco si sta giocando a un gioco più grande”. L’abbattimento degli alberi sulla piazza, la miccia che aveva innescato la protesta poi degenerata in una rivolta contro il governo, andrà avanti secondo i piani, ha confermato il premier, ma gli alberi verranno ripiantati altrove.

Cuore pulsante della città e centro della vita notturna, Piazza Taksim concentra divisioni e veleni non solo per quanto riguarda l’area verde del Gezi Parki. Dopo una lunga battaglia giudiziaria, è ormai certo che nella nuova piazza troverà posto anche una moschea, fortemente voluta dal premier e che ha ricevuto critiche da residenti e urbanisti. La sua presenza, stando ai critici, non avrebbe niente a che vedere con l’identità della zona.

Su Twitter si parla di una vera e propria guerriglia: la piazza è divisa in due. Da una parte i manifestanti resistono agli attacchi della polizia, dall’altra i pacifisti che si tengono per mano hanno fatto un cerchio per proteggere il parco Gezi con una lunga catena umana. In più, diversi utenti lamentano su Twitter che l’accesso alla rete è molto rallentato e che il principale provider turco TTNET impedisce l’accesso a Twitter e Facebook. In rete, uno degli hashstag più seguiti per la rivolta è #OccupyGezi.

Il leader dell’opposizione turca Kemal Kilicdaroglu ha reagito all’attacco della polizia contro Piazza Taksim accusando il premier Recep Tayyip Erdogan di essere un “dittatore”. I giovani che manifestano nel paese, ha aggiunto in un discorso davanti ai deputati del suo partito Chp, vogliono “una democrazia di prima classe”.

Diego Cimara

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