“Ti guardo” di Lorenzo Vigas

ti-guardo-trailer-2In una Caracas desolata e desolante, scarna e dura, dove solo il cinismo e la violenza sembrano prevalere, un uomo adesca giovani ragazzi per incentivare le sue frustrazioni pederastiche, incontri che si consumano senza contatto fisico, perché quest’uomo, un affermato odontotecnico, sobrio e silenzioso, si limita a masturbarsi davanti ai corpi nudi di ragazzi di strada, redivivi “ragazzi di vita” pasoliniani, che continuano a proliferare in alcuni contesti urbani dell’America Latina e non solo. Accade che l’odontotecnico incontra un ragazzo particolarmente scorbutico, difficile, ma con il quale stranamente instaura, dopo un primo fugace e violento incontro – il ragazzo lo deruba, per poi pentirsi – un rapporto come tra padre-figlio, ben presto destinato a diventare amore. Continua a leggere

“Carol” di Todd Haynes

carolIl cinema continua a occuparsi di omosessualità femminile, come se avesse trovato un innocuo canale preferenziale, per non disturbare lo sguardo dei benpensanti, anzi, contrariamente per eccitare un pubblico eterosessuale, senza ricorrere a escamotage narrativi troppo arditi. Dopo *Io e lei* della nostra Maria Sole Tognazzi, ecco che arriva *Carol*, l’ultima opera del talentuoso Todd Haynes, sceneggiatura che si avvale di un romanzo intenso di Patricia Highsmith pubblicato nel 1952 sotto pseudonimo, perché considerato “eccessivamente immorale” dall’America puritana di allora. Continua a leggere

“Irrational man” di Woody Allen

irrational-man-538x768“Irrational man” è la tormentata vicenda di un uomo solo apparentemente irrazionale. Abe Lucas – interpretato da un Joaquin Phoenix appesantito e imbolsito – è un professore di filosofia attanagliato da una crisi esistenziale, che sembra essersi acuita dopo la morte del suo miglior amico, saltato su una mina antiuomo in Iraq. Trasferitosi in un college del New England, Abe conosce due donne con le quali inizierà delle relazioni; la prima è Rita, una collega ninfomane, stanca del marito (Parker Posey), la seconda è Jill, una fresca studentessa (Emma Stone) – la classica “Lolita” cresciutella di Allen. Il regista sceglie ancora una volta il triangolo come status dove far respirare e poi sopprimere l’animo di un Uomo Contemporaneo, eroe solo di se stesso, incompreso e affascinante, che oscilla tra genialità anarcoide e depressione cronica incurabile, nella geometrica visione diagnostica del regista newyorkese. Continua a leggere