L’EDITORIALE. Hanno vinto “populismi e false promesse” e a perdere sono stati gli italiani. Non c’è maggioranza nè alla Camera nè al Senato. Il sistema elettorale vigente ha cacciato fuori dal Parlamento Di Pietro e Fini, mentre Ingroia non vede neanche la porta d’ingresso. La Borsa crolla. Lo spread cavalca ed è stato capace di aumentare di 43 punti nel giro di poche ore. Dai 287 punti della cosiddetta quota Monti ai 348 per poi ripiegare ai 330 punti. E la stampa estera piange. Continue reading

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Paura politica. Il festival di Sanremo che andrà in onda proprio quando ci sarà l’incontro tra i leader, diventa un caso politico. “Benvenuti al festival rosso della canzone italiana, in diretta da Sanremo, per cinque giorni e con tutta la potenza della corazzata Rai, televisione di Stato”, ha scritto Salvatore Tramontano sul Giornale. Offrendo la sponda a Berlusconi che nel pomeriggio è andato a cercare la sua lite quotidiana: ora anche contro la Rai, colpevole a suo dire di non aver rimandato la kermesse a dopo le elezioni. Vero è che tra gli ospiti che si avvicenderanno sul palco dell’Ariston, non sono pochi quelli che non nutrono una spiccata simpatia per Silvio Berlusconi. Serena Dandini, Neri Marcorè, Claudio Bisio, Nicola Piovani, forse persino Maurizio Crozza: gli ospiti dell’Agenda Fazio sono tutti poco berlusconiani.
Ha dovuto attendere 900 giorni Mario Balotelli per approdare sull’isola felice rossonera. Un sogno covato a lungo e finalmente realizzato, d’altronde di segnali Super Mario ne aveva inviati tanti all’entourage milanista. Addio, dunque, alla prigione d’orata di Manchester, a Roberto Mancini (suo padre calcistico) e ad un paese che poi più di tanto non l’ha capito. 











