L’EDITORIALE DI DIEGO CIMARA. Ha detto sì. Dopo una mattinata di trattative e appelli dei partiti che gli hanno chiesto la disponibilità a essere rieletto, ecco il Giorgio Napolitano bis che serve per rimanere aggrappati alla sella di un cavallo imbizzarrito che scalcia da tutte le parti e che, presto o tardi, li costringerà a terra, rovinosamente. Se questa soluzione dovesse trovare conferma, è verosimile che si spalancherebbero le porte per la formazione di un governo del Presidente, magari guidato da Amato, con viceministri esponenti del Pd e del Pdl. Vogliono guadagnare tempo per ricomporre dei partiti dissolti, polverizzati, ormai tenuti insieme solo dalla sete di potere finalizzata al mantenimento dello status quo, a vantaggio di pochi, e a scapito della collettività. Decisivo l’incontro con i presidenti delle Regioni che gli hanno rivolto un accorato appello in nome della coesione nazionale. Napolitano sancisce definitivamente la fine della nostra democrazia così come l’abbiamo conosciuta dal dopoguerra fino ad oggi. Continue reading

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L’EDITORIALE. Hanno vinto “populismi e false promesse” e a perdere sono stati gli italiani. Non c’è maggioranza nè alla Camera nè al Senato. Il sistema elettorale vigente ha cacciato fuori dal Parlamento Di Pietro e Fini, mentre Ingroia non vede neanche la porta d’ingresso. La Borsa crolla. Lo spread cavalca ed è stato capace di aumentare di 43 punti nel giro di poche ore. Dai 287 punti della cosiddetta quota Monti ai 348 per poi ripiegare ai 330 punti. E la stampa estera piange. 











